Google Tv e il monopolio delle nostre vite
Giusto ieri riflettevo su come Google sia padrone delle nostre vite. Google non è un motore di ricerca. Piuttosto un ingranaggio, una forma mentis, una linea guida che volenti o nolenti tutti seguiamo. Quando mi siedo alla scrivania e inizio a scrivere un articolo, lo faccio pensando a Google. Google indicizza i nostri articoli, i nostri siti. Indicizzazione = visite. Visite = soldi. Soldi sempre frutto di Google con il suo Adsense. E se ti viene in mente di rivolgerti ad altre compagnie di advertising ecco che Google ti abbassa il PR. E allora meno visite = meno soldi.

In mezzo a tutte queste riflessioni mi informo sul progetto, in cantiere da due anni ma presentato in anteprima solo in questi giorni, della Google Tv. Non è una novità cercare di fondere il piccolo schermo con il mondo di internet. La stessa Playstation 3 offre un servizio analogo permettendoci di navigare tramite il suo browser. Ma allora cos’ha di così rivoluzionario questa Google tv?
Caratteristiche Tecniche
- Processore Intel Atom
- Sistema operativo Android 2.2 con accesso all’Android Marketplace
- Browser Chrome con supporto al Flash capace di navigare su qualsiasi sito web
- Sony come primo partner disposto a integrare Google Tv nei propri televisori o in set-top-box con lettore blu-ray integrato
- Film on demand
- Registrazione, archiviazione e visualizzazione in differita di qualsiasi contenuto
- Videogiochi, social network e applicazioni
Un’anteprima
Sogno o incubo
Nel panorama italiano di una televisione triste e vecchia con palinsesti rivolti ad un target di casalinghe annoiate e teenager isteriche, la Google Tv potrebbe aprire la porta a tutti coloro che ne sono stati tagliati fuori.
Ma lo vogliamo davvero?
Dopo 12 ore passate davanti allo schermo del pc, tra lavoro e cazzeggio tra le grinfie protettrici di mamma Google, vogliamo davvero permettere che il colosso di Mountain View continui ad arricchirsi alle spalle di quel poco di vita “libera” che ancora ci rimane?
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Seguendo la tua logica (che condivido) potremmo fare il medesimo ragionamento per la tv digitale a pagamento o per quella satellitare. Dovremmo imparare a fare a meno della tv? Visto ciò che ci propina direi proprio che varrebbe lo sforzo.
Finchè esisteva la tv analogica potevamo ancora scegliere cosa vedere e cosa no, con l’avvento del digitale siamo stati “costretti” ad acquistare il decoder per non smettere di prostrarci davanti al catodico (o lcd) idolo. Ma alla fine la qualità di quanto trasmesso non si differenzia troppo dal vecchio sistema.
La scelta del satellite o di internet quali mezzi di fruzione dei contenuti non si impone a meno che, anche in questo caso, non ci sia una reale convenienza in termini di qualità.
Ma qualsiasi scelta faremo (se la faremo) ci sarà sempre qualcuno che si arricchirà alle nostre spalle.
Come diceva Cosimo ci sarà sempre che si arricchisce alle notre spalle, e io preferisco a far arricchire Google che offre un OTTIMO servizio che la rai che non fà altro che invidiare Berlusconi e la mediaset a sparare più pubblicità possibili.
Quindi spero che la google tv faccia il suo avvento noi italiani abbiamo bisogno di un alternativa
Questo è vero…però c’è anche il risvolto della medaglia. Faccio un esempio: qualche giorno fa ho scritto un articolo che non è piaciuto a Google. Mi hanno mandato una mail intimandomi di cancellarlo altrimenti avrebbero sospeso il mio account Adesense. Essendo Adsense l’unica fonte di sostentamento di questo blog senza il quale sarei costretta chiudere, ho dovuto chinare la testa e cancellare l’articolo (che, sottolineo, non violava nessuna legge in quanto segnalavo solamente un certo sito sul quale si poteva scaricare una certa cosa). Esistono altri circuiti di affiliazione ma Google (il motore di ricerca) mal li tollera. Ho provato ad usarli per qualche mese ma (potrebbe essere un caso ma non credo)il mio Page Rank è crollato (giusto quei 2 mesi lì), dimezzando le visite al blog e ritornando come prima quanto sono ritornata ad usare Adsense. Ora, a casa mia questo si chiama monopolio, censura e conflitto di interessi. E se espandiamo questa logica anche ad un media imponente come la tv (che già sta messa male di suo) non oso pensare quali saranno le conseguenze.
Oltre che monopolio si può definire anche ricatto. Certo capisco la tua posizione anche se l’azione perpetrata da BigG non è tra le più corrette. Ma lo sappiamo: BigG ha una idiosincrasia al rispetto delle leggi dei paesi di cui è ospite (vedi il caso vividown e l’ultimo l’articolo su punto-informatico con il commento del pm Robledo).
Certo è che i regimi di monopolio si combattono anche facendo delle scelte di posizione. La fissazione per la scalata delle classifiche sui motori di ricerca porta molti webmaster ad una sorta di dipendenza (non è il tuo caso) e a sottostare alle regole, non scritte, dettate dai motori di ricerca stessi.
Il fatto di non poter scegliere un’alternativa ad adsense o ad altri servizi disponibili sui motori di ricerca è già sintomo di limitazione alla nostra libertà individuale. Per non parlare del fatto che nel nostro paese (ma anche negli usa) la libertà di pensiero e opinione è sancita dalla carta costituzionale (evitiamo le facili polemiche, per carità).
Ora, tra il dire e il fare, tra la teoria e la pratica il semplice cittadino (e internauta) ha davvero poche difese.
Quindi credo che l’unica cosa per poter essere liberi di esprimere il proprio pensiero, quando è possibile, è quella di non legarsi troppo nè ai servizi offerti, nè alla logica del pagerank.
La rete è capace di inversioni di tendenza e di dettare legge sulle scelte di molti grossi soggetti che dalla rete stessa traggono profitto: basta volerlo.