Perché sto pensando di cancellarmi da Twitter

Esisteva un tempo in cui Google+ era solo un’idea nella mente di Larry Page e Sergey Brin e in Italia si potevano contare tre social network degni di nota: FriendFeed, Facebook e Twitter.

FriendFeed l’ho usato per alcuni mesi e apprezzato per quel gran servizio di aggregatore di altri social quale dovrebbe limitarsi ad essere. La sua rovina sono i suoi stessi utenti: snob piccolo borghesi tutti aspiranti professionisti del web che non si capisce in cosa il loro lavoro consista visto che passano tutta la mattina a postare e commentare in modo acido e con spirito di superiorità i commenti altrui. E così addio FrienFeed, troverò un altro modo per aggregare i miei social.

Facebook l’ho sempre digerito poco e usato ancor meno e il mio odio è sfociato in un’uscita di scena in grande stile il mese scorso (Come cancellare tutti i post dalla bacheca di Facebook)

Twitter è sempre stato il mio preferito, la mia isola felice fatta di persone semplici che condividevano divertenti stralci della propria vita, link interessanti, nuovi servizi, avvenimenti nel mondo censurati dai media.
Dal titolo del post avrete già intuito che qualcosa in questo idilliaco scenario è cambiato.

Twitter

Cambiare per rimanere se stessi

Twitter è come quegli uomini di quarant’anni che ancora vivono con i genitori, hanno la cameretta con i poster dei calciatori e dormono nel lettino singolo. Twitter è nato e poi è rimasto lì, immobile, senza evolversi, senza crescere. Eccezion fatta per un paio di restyle grafici Twitter non è mai cambiato.

Immaginate invece se Twitter un annetto fa avesse introdotto la possibilità di inserire le immagini nei propri tweet, se i link avessero mostrato le anteprime e se avessero creato un sistema di gestione dei reply come commenti ai vari tweet. Avremmo avuto un Google+ in anteprima con la sola restrizione, e non è un difetto, dei 140 caratteri.

Quello che ci troviamo davanti ora invece è un prodotto stantio, come stantii sono diventati i suoi utenti che possono ridursi in tre tipologie: gli spammer, quelli che hanno scambiato Twitter per una chat e le aziende.

Monetizzare per campare

Per anni ci siamo chiesto tutti come Twitter facesse a sopravvivere: nessuna forma di pubblicità contribuiva a portare soldi nelle tasche dei fondatori o a sistemare quei server che, ancora oggi, ogni due minuti ci abbandonano.
I soldi servono si per comprarsi la Ferrari e la casa al mare, ma servono anche per investire e migliorare il servizio e il servizio in questione, come dicevo prima, non si è mai migliorato.

Adesso Twitter si è inventato i Promoted Users, Promoted Tweets e Promoted Trends. Ma questo sarebbe il male minore. Accanto a fatti di palese censura (Twitter censura #notav e La censura contro WikiLeaks, Twitter e gli attacchi a Visa e Mastercard), ho notato un costante monopolio dei trends da parte di più o meno noti idoli delle teenagers. Eh si che i bimbiminkia sono dappertutto, ma una tale invasione non è assolutamente giustificata, contando anche che l’utente medio italiano di Twitter è un uomo/donna tra i 20 e i 40 anni.
La mitica Gilda35 ha inoltre notato la presenza di Justin Bieber, altro idolo delle bimbeminkia, in tutti i trending topics di Twitter (Il Flashmob, le Maestrine dalla Penna Fucsia e le Tre Stigmate di Justin Bieber):

Dopo un po’ che monitoravo a singhiozzo il trend #flashmob sono iniziate ad apparire le Tre Stigmate di Justin Bieber, il vero Palmer Eldritch del Web 2.0: nickname contenente ogni possibile variante del Nome (Bieber, Bieliber, Biebs, ecc…) associata a vocaboli disarticolati giusto per distinguere un nome dall’altro (Belieberqwe; xdfBiebs, hjuBieber, ecc…); avatar contenente l’Icona gnostica del Volto di Justin; tweet all’insegna del bimbomikiese più scafato, scritti in broken english.

Evidentemente Twitter monetizza in un modo ancora più sordido rispetto a Promoted Users, Promoted Tweets e Promoted Trends.

Conclusioni

Mossa da un impeto di dolorosa nostalgia verso i bei tempi che furono tra me e Twitter, ho fatto un’ultimo disperato tentativo di salvare la mia voglia di usare questo social network: ho cercato di mettere pulizia nella mia timeline.
Non sono una persona che segue cane e porci, su 1060 follower ne seguivo a mia volta solo la metà. Ma questa metà evidentemente era troppa, visto che, come dicevo prima, comparivano solo gli spammer, quelli che hanno scambiato Twitter per una chat e le aziende.
Mi sono quindi messa a spulciare ogni contatto, uno per uno, alla ricerca di quei pochi ma buoni che potessero farmi trovare un senso a questo social.

La morale è che non ho ancora finito la pulizia ma sto cancellando 8 contatti su 10. Quando avrò finito rimarrò io e quei 4 sfigati (in senso buono) che leggo già e con maggiore piacere su Google+.

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Questo post ha 8 commenti

  1. Daniele scrive:

    Sottoscrivo la tua idea su “ff”, che è una chiavica (per la gente, non per il mezzo). Su “FB” rispetto la tua opinione, anche se mi ci trovo bene (ma abbiamo obiettivi e visioni diverse). Dei tre “Twitter” è quello che uso di meno, anche se mi riprometto di applicarmici di più. Adesso anche “G+”. Credo che sarà naturale una selezione, prima o poi. E poi il Blog, l’unico punto fisso. Forse prima c’era poco, adesso troppo.

  2. dreN scrive:

    Per quanto mi dispiaccia per Twitter sto veramente cominciando a sperare che Google+ si diffonda a tal punto da rimpiazzarlo, così da dover gestire un unico social. Il blog vabbè è una cosa a parte, rimane la mia casetta, anche se ogni tanto sto via per qualche settimane poi alla fine torno sempre qui :)

  3. Mattia scrive:

    Twitter è un social di micro blogging, e penso sia sia ancora vivo grazie al fatto che non sia diventato come facebook. Non è una chat ma è un servizio per aggiornare chi ci segue su quello che stiamo facendo. Niente piu. Non deve avere immagini, commenti, e tutta quella roba inutile che hanno gli altri social. Non è nato per quello.

    • dreN scrive:

      E’ vero, condivido appieno, però microblogging vuol dire anche che so, invece di una riga di 140 caratteri posto una semplice foto. Vedere sempre e solo un link laddove invece potrebbe esserci direttamente la foto, oltre che obsoleto è anche snervante secondo me. La storia dei reply gestiti come commenti mi è venuta in mente come soluzione per arginare la piega di chat che purtroppo sta prendendo Twitter. Il male di questo social (come di tutti) sono i suoi utenti…che non lo sanno proprio usare secondo me.

  4. Paolo scrive:

    “Il male di questo social (come di tutti) sono i suoi utenti…che non lo sanno proprio usare secondo me.”
    Ahahah per fortuna ci sei te che ci insegni come usare i social…grazie….
    Cara mia ti serve un pò più di umiltà!
    E poi cosa sarebbe un utente piccolo borghese???
    Ahahah ma ripigliati, usi una retorica da corteo sessantottino.
    Torna alla realtà…dalle poche pagine che ho letto quella snob sei proprio tu.
    Ah, mi raccomando…
    Prima che ti affretti a cancellare il mio commento,ricordati di ciò che hai detto delle varie censure online…non vorrai mica essere una fascista anche te vero?
    Per fortuna l’ho detto sennò te saresti stata la prima a censurare un commento sgradevole nei tuoi confronti..

    • dreN scrive:

      Ciao Paolo,
      non ti preoccupare non ho l’abitudine di censurare i commenti ai miei post, per quanto stupidi possano essere. Quindi non serviva ti lanciassi in tali raccomandazioni.
      Ciao!

  5. Cristiano scrive:

    Per me sinceramente i social network servono solo per promuovere gli articoli del mio sito, per il resto non mi interessa niente di chissachi che fa chissacosa alla tale ora, tengo tutto ciò distaccato dalla vita reale. Prova anche tu a vedere in quest’ottica i social network. ciao

    • Ivano scrive:

      Se tutti la pensassero come te, Cristiano, non avrebbe senso usare il social network per promuovere un’attività (o per fare qualunque cosa) :)

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